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Anatomia · Strutture del modello

Anatomia del ginocchio

Questa pagina elenca le 79 strutture del modello 3D interattivo di MSK Atlas che mostra il ginocchio destro, con la nota didattica di ciascuna e, dove la scheda li riporta, origine, inserzione e funzione.

Le strutture sono raggruppate per categoria, come nell’elenco del modello. Nel modello puoi ruotare, ingrandire, mostrare o nascondere le categorie e toccare una struttura per aprirne la scheda. Il nome di ogni struttura apre il modello con quella struttura già selezionata, isolata con le ossa e centrata.

Apri il modello 3D del ginocchio

Ossa 4

Femore (epifisi distale)

Condili mediale e laterale separati posteriormente dalla fossa intercondiloidea; anteriormente la troclea accoglie la rotula. Epicondili: inserzione dei collaterali; tubercolo adduttorio: inserzione dell’adduttore magno.

Tibia (epifisi prossimale)

Piatto mediale concavo e laterale convesso, eminenza intercondiloidea con le spine tibiali; anteriormente la tuberosità (tendine rotuleo), anterolateralmente il tubercolo di Gerdy (tratto ileotibiale).

Perone (testa e collo)

La testa articola con il condilo tibiale laterale (articolazione tibio-peroneale prossimale) e non partecipa al ginocchio. Apice: inserzione di LCL, bicipite femorale e legamento popliteo-fibulare.

Rotula

Osso sesamoide nel tendine del quadricipite. Faccette mediale e laterale separate da una cresta verticale; la cartilagine retropatellare è la più spessa dell’organismo.

Cartilagine 3

Cartilagine femorale

Ricopre condili e troclea. In RM valutare spessore, fissurazioni, delaminazione e lesioni osteocondrali (classificazione ICRS).

Cartilagine rotulea

Superficie posteriore della rotula; sede tipica di condromalacia e dolore femoro-rotuleo.

Menischi 2

Menisco mediale

A forma di C, più ampio posteriormente, adeso alla capsula e allo strato profondo del LCM: meno mobile e più spesso lesionato, soprattutto al corno posteriore.

Menisco laterale

Quasi circolare, più mobile; non aderisce al LCL. Posterolateralmente lo iato popliteo lo separa dalla capsula: non confonderlo con una lesione.

Legamenti 12

Legamento crociato anteriore (LCA)

Fasci antero-mediale e postero-laterale.

Origine
Faccia mediale del condilo femorale laterale, nella parte posteriore della fossa intercondiloidea.
Inserzione
Area intercondiloidea anteriore della tibia, davanti e lateralmente alla spina tibiale mediale.
Funzione
Limita la traslazione anteriore e la rotazione interna della tibia.

Legamento crociato posteriore (LCP)

Più spesso e robusto del LCA; fasci antero-laterale e postero-mediale.

Origine
Faccia laterale del condilo femorale mediale, nella parte anteriore della fossa intercondiloidea.
Inserzione
Area intercondiloidea posteriore della tibia, sulla superficie posteriore circa 1 cm sotto il piatto.
Funzione
Limita la traslazione posteriore della tibia.

Legamenti menisco-femorali

Humphrey anteriore al LCP, Wrisberg posteriore. Possibile pseudo-lesione del corno posteriore in RM.

Origine
Corno posteriore del menisco laterale.
Inserzione
Faccia laterale del condilo femorale mediale.
Funzione
Stabilizzano il corno posteriore del menisco laterale; stabilizzatori secondari della traslazione posteriore della tibia.

Legamento trasverso (intermeniscale)

In RM può simulare una lesione del corno anteriore del menisco laterale.

Origine
Corno anteriore del menisco mediale.
Inserzione
Corno anteriore del menisco laterale.
Funzione
Collega e stabilizza i corni anteriori dei menischi.

Legamento collaterale mediale (LCM)

Profondo alla zampa d’oca; lo strato profondo è adeso al menisco mediale.

Origine
Epicondilo mediale del femore.
Inserzione
Strato superficiale: metafisi tibiale mediale, circa 5–6 cm sotto l’interlinea. Strato profondo: margine tibiale sotto l’interlinea, tramite i legamenti menisco-femorale e menisco-tibiale.
Funzione
Stabilizzatore primario contro il valgo; secondario contro la rotazione esterna della tibia.

Legamento collaterale laterale (LCL)

Extracapsulare; parte del complesso postero-laterale.

Origine
Epicondilo laterale del femore.
Inserzione
Faccia laterale della testa del perone, davanti all’apice.
Funzione
Stabilizzatore primario contro il varo; limita la rotazione esterna della tibia.

Legamento anterolaterale

Associato alla frattura di Segond.

Origine
Femore laterale, in prossimità dell’epicondilo.
Inserzione
Tibia anterolaterale, tra tubercolo di Gerdy e testa del perone.
Funzione
Controlla la rotazione interna della tibia.

Legamento popliteo-fibulare

Componente chiave del complesso postero-laterale.

Origine
Giunzione muscolo-tendinea del popliteo.
Inserzione
Apice della testa del perone.
Funzione
Limita la rotazione esterna della tibia e il varo.

Legamento popliteo obliquo

Espansione del semimembranoso.

Origine
Tendine del semimembranoso, presso l’inserzione tibiale postero-mediale.
Inserzione
Capsula posteriore, obliquamente verso il condilo femorale laterale.
Funzione
Rinforza la capsula posteriore; limita iperestensione e rotazione esterna.

Legamento patello-femorale mediale (MPFL)

Frequentemente lesionato nella lussazione di rotula.

Origine
Femore, tra tubercolo adduttorio ed epicondilo mediale.
Inserzione
Margine mediale della rotula (due terzi superiori).
Funzione
Principale stabilizzatore passivo contro la lateralizzazione della rotula, soprattutto nei primi gradi di flessione.

Retinacolo rotuleo mediale

Espansione fibrosa del vasto mediale e della fascia.

Origine
Vasto mediale e fascia profonda.
Inserzione
Margini mediali di rotula e tendine rotuleo, fino alla tibia.
Funzione
Stabilizza medialmente la rotula.

Retinacolo rotuleo laterale

Più robusto del mediale; la sua retrazione favorisce il tilt rotuleo laterale.

Origine
Vasto laterale e tratto ileotibiale.
Inserzione
Margini laterali di rotula e tendine rotuleo, fino alla tibia.
Funzione
Stabilizza lateralmente la rotula.

Tendini e fasce 3

Tendine rotuleo

Dall’apice rotuleo alla tuberosità tibiale. Sede di tendinopatia prossimale (jumper’s knee) e, distalmente, di Osgood-Schlatter.

Origine
Apice (polo inferiore) della rotula.
Inserzione
Tuberosità tibiale.
Funzione
Trasmette alla tibia la forza del quadricipite: estensione del ginocchio. Anatomicamente è il legamento rotuleo.

Tendine quadricipitale

Tendine comune dei quattro capi. Aspetto trilaminare in RM ed ecografia: retto femorale superficiale, vasti mediale e laterale intermedi, vasto intermedio profondo. Sede di tendinopatia e di rottura, di solito entro 2 cm dal polo superiore della rotula, in età adulta-avanzata.

Origine
Confluenza dei quattro capi del quadricipite nel terzo distale della coscia: retto femorale in superficie, vasti mediale e laterale ai margini, vasto intermedio in profondità.
Inserzione
Base (polo superiore) della rotula; le fibre superficiali passano davanti alla rotula (espansione prerotulea) e proseguono nel tendine rotuleo.
Funzione
Trasmette alla rotula la forza del quadricipite: estensione del ginocchio.

Tratto ileotibiale

Sindrome da attrito sul condilo femorale laterale nei corridori.

Origine
Ispessimento laterale della fascia lata; riceve prossimalmente il tensore della fascia lata e le fibre superficiali del grande gluteo.
Inserzione
Tubercolo di Gerdy (tibia anterolaterale); fibre al retinacolo rotuleo laterale e, prossimalmente, al setto intermuscolare laterale (fibre di Kaplan).
Funzione
Stabilizzatore laterale e anterolaterale del ginocchio; trasmette la tensione di tensore della fascia lata e grande gluteo.

Muscoli 24

Retto femorale

Muscolo biarticolare; il ventre si continua in una lamina tendinea che forma lo strato superficiale del tendine quadricipitale.

Origine
Capo diretto: spina iliaca anteriore inferiore. Capo riflesso: solco sopra-acetabolare (tetto acetabolare) e capsula dell’anca.
Inserzione
Base della rotula con il tendine quadricipitale e, tramite il tendine rotuleo, tuberosità tibiale.
Funzione
Estende il ginocchio; flette l’anca.

Vasto intermedio

Profondo al retto femorale; forma lo strato profondo del tendine quadricipitale.

Origine
Faccia anteriore e laterale dei due terzi superiori della diafisi femorale.
Inserzione
Base della rotula con lo strato profondo del tendine quadricipitale e, tramite il tendine rotuleo, tuberosità tibiale.
Funzione
Estende il ginocchio. Le fibre più profonde (muscolo articolare del ginocchio) sollevano il recesso sovrapatellare durante l’estensione.

Vasto mediale

Le fibre oblique distali (VMO) si inseriscono sul margine mediale della rotula e ne contrastano la lateralizzazione.

Origine
Parte inferiore della linea intertrocanterica, linea spirale, labbro mediale della linea aspra, linea sopracondiloidea mediale, setto intermuscolare mediale e tendine dell’adduttore magno (fibre oblique, VMO).
Inserzione
Margine mediale della rotula e tendine quadricipitale; retinacolo rotuleo mediale; tramite il tendine rotuleo, tuberosità tibiale.
Funzione
Estende il ginocchio; il VMO è il principale stabilizzatore dinamico mediale della rotula.

Vasto laterale

Il capo più voluminoso del quadricipite. Le fibre distali, più oblique, arrivano al margine supero-laterale della rotula; la sua lamina tendinea confluisce nel margine laterale del tendine quadricipitale.

Origine
Parte superiore della linea intertrocanterica, margini anteriore e inferiore del grande trocantere, tuberosità glutea, labbro laterale della linea aspra, setto intermuscolare laterale.
Inserzione
Margine laterale della base della rotula e tendine quadricipitale; retinacolo rotuleo laterale; tramite il tendine rotuleo, tuberosità tibiale.
Funzione
Estende il ginocchio.

Sartorio

Con gracile e semitendinoso forma la zampa d’oca (pes anserinus), inserzione comune sulla tibia antero-mediale circa 4 cm sotto l’interlinea: il sartorio ne è la componente più anteriore e superficiale e con la sua espansione copre gli altri due tendini.

Origine
Spina iliaca anteriore superiore.
Inserzione
Faccia mediale della tibia prossimale (zampa d’oca), anteriormente a gracile e semitendinoso; espansione alla fascia crurale.
Funzione
Flette il ginocchio e, a ginocchio flesso, ruota internamente la tibia; flette, abduce e ruota esternamente l’anca.

Gracile

Con sartorio e semitendinoso forma la zampa d’oca (pes anserinus), sulla tibia antero-mediale: il gracile vi si inserisce tra sartorio (davanti) e semitendinoso (sotto). Prelevato con il semitendinoso per la ricostruzione del LCA.

Origine
Corpo del pube (metà inferiore, presso la sinfisi) e branca ischio-pubica.
Inserzione
Faccia mediale della tibia prossimale (zampa d’oca), tra sartorio e semitendinoso.
Funzione
Adduce l’anca; flette il ginocchio e ruota internamente la tibia.

Semitendinoso

Con sartorio e gracile forma la zampa d’oca (pes anserinus), sulla tibia antero-mediale; il suo lungo tendine distale ne è la componente più inferiore.

Origine
Tuberosità ischiatica, con tendine comune al capo lungo del bicipite femorale.
Inserzione
Faccia mediale della tibia prossimale (zampa d’oca), posteriormente e distalmente al gracile.
Funzione
Flette il ginocchio e ruota internamente la tibia; estende l’anca.

Semimembranoso

Origine
Tuberosità ischiatica (impronta supero-laterale).
Inserzione
Principale: faccia postero-mediale del condilo tibiale mediale. Espansioni: braccio anteriore sotto il LCM, legamento popliteo obliquo, capsula postero-mediale e fascia del popliteo.
Funzione
Flette il ginocchio e ruota internamente la tibia; estende l’anca; tende la capsula posteriore e stabilizza l’angolo postero-mediale.

Bicipite femorale, capo lungo

Tendine comune con il capo breve sulla testa del perone, insieme al LCL.

Origine
Tuberosità ischiatica, con tendine comune al semitendinoso; legamento sacrotuberoso.
Inserzione
Testa del perone (faccia laterale, davanti all’apice), con tendine comune al capo breve; espansioni al condilo tibiale laterale e alla fascia crurale.
Funzione
Flette il ginocchio e ruota esternamente la tibia; estende l’anca.

Bicipite femorale, capo breve

Origine
Labbro laterale della linea aspra, linea sopracondiloidea laterale e setto intermuscolare laterale.
Inserzione
Testa del perone, con tendine comune al capo lungo.
Funzione
Flette il ginocchio e ruota esternamente la tibia (monoarticolare: non agisce sull’anca).

Adduttore magno (porzione distale)

L’iato degli adduttori è attraversato dai vasi femorali, che diventano poplitei.

Origine
Porzione adduttoria: branca ischio-pubica. Porzione ischiocondiloidea: tuberosità ischiatica.
Inserzione
Porzione adduttoria: tuberosità glutea, linea aspra e linea sopracondiloidea mediale. Porzione ischiocondiloidea: tubercolo adduttorio del femore, con tendine distale.
Funzione
Adduce l’anca; la porzione adduttoria la flette, la porzione ischiocondiloidea la estende.

Gastrocnemio, capo mediale

Tra il suo tendine e il semimembranoso la borsa della cisti di Baker. Sede tipica di strappo (tennis leg).

Origine
Faccia posteriore del femore sopra il condilo mediale e capsula articolare adiacente.
Inserzione
Faccia posteriore del calcagno, tramite il tendine calcaneale (d’Achille) comune con capo laterale e soleo.
Funzione
Flessione plantare della caviglia; flette il ginocchio (biarticolare).

Gastrocnemio, capo laterale

Nel tendine d’origine può essere presente la fabella (sesamoide).

Origine
Faccia laterale del condilo femorale laterale, parte inferiore della linea sopracondiloidea laterale e capsula articolare adiacente.
Inserzione
Faccia posteriore del calcagno, tramite il tendine calcaneale (d’Achille).
Funzione
Flessione plantare della caviglia; flette il ginocchio (biarticolare).

Plantare

Piccolo ventre sopra il capo laterale del gastrocnemio; lungo tendine sottile tra gastrocnemio e soleo fino al calcagno.

Origine
Parte inferiore della linea sopracondiloidea laterale del femore e legamento popliteo obliquo.
Inserzione
Faccia posteriore del calcagno, medialmente al tendine d’Achille o fuso con esso.
Funzione
Azione trascurabile: coadiuva il gastrocnemio nella flessione plantare della caviglia e nella flessione del ginocchio.

Popliteo

Il tendine, intracapsulare ma extrasinoviale, passa nello iato popliteo del menisco laterale.

Origine
Faccia laterale del condilo femorale laterale (sotto l’epicondilo), con tendine intra-articolare; fibre accessorie dal menisco laterale e dalla testa del perone (legamento popliteo-fibulare).
Inserzione
Faccia posteriore della tibia, sopra la linea del soleo.
Funzione
All’inizio della flessione ruota internamente la tibia (o esternamente il femore a piede fisso), “sbloccando” il ginocchio esteso; stabilizzatore postero-laterale.

Soleo

L’arcata tendinea del soleo, tra perone e tibia, è attraversata dai vasi poplitei e dal nervo tibiale; profondo al gastrocnemio, forma con esso il tricipite surale.

Origine
Faccia posteriore della testa e del terzo prossimale del perone, linea del soleo e terzo medio del margine mediale della tibia, arcata tendinea del soleo.
Inserzione
Faccia posteriore del calcagno, tramite il tendine calcaneale (d’Achille).
Funzione
Flessione plantare della caviglia (monoarticolare); stabilizza la gamba nella stazione eretta e agisce da pompa muscolare venosa.

Tibiale anteriore

Loggia anteriore.

Origine
Condilo laterale e metà superiore della faccia laterale della tibia, membrana interossea e fascia crurale.
Inserzione
Faccia mediale e plantare del cuneiforme mediale e base del I metatarso.
Funzione
Dorsiflessione della caviglia e inversione del piede; sostiene l’arco longitudinale mediale.

Estensore lungo delle dita

Loggia anteriore.

Origine
Condilo laterale della tibia, tre quarti superiori della faccia mediale (anteriore) del perone, membrana interossea.
Inserzione
Con quattro tendini sull’aponeurosi dorsale delle dita II–V, fino alle falangi media e distale.
Funzione
Estende le dita II–V; coadiuva la dorsiflessione della caviglia e l’eversione del piede.

Peroneo lungo

Loggia laterale; il nervo peroneo comune passa tra il muscolo e il collo del perone.

Origine
Testa e due terzi superiori della faccia laterale del perone; setti intermuscolari.
Inserzione
Base del I metatarso e cuneiforme mediale (lato plantare), dopo aver attraversato la pianta nel solco del cuboide.
Funzione
Everte il piede e flette plantarmente la caviglia; sostiene l’arco trasverso e longitudinale.

Tibiale posteriore

Il muscolo più profondo della loggia posteriore; il tendine passa dietro al malleolo mediale.

Origine
Membrana interossea e facce posteriori contigue di tibia (sotto la linea del soleo) e perone.
Inserzione
Tuberosità del navicolare e cuneiforme mediale; espansioni plantari agli altri cuneiformi, al cuboide e alle basi del II–IV metatarso.
Funzione
Inversione del piede e flessione plantare; principale stabilizzatore dinamico dell’arco plantare mediale.

Flessore lungo delle dita

Loggia posteriore profonda: decorre medialmente al tibiale posteriore e passa dietro al malleolo mediale.

Origine
Faccia posteriore della tibia, medialmente, sotto la linea del soleo.
Inserzione
Basi delle falangi distali delle dita II–V.
Funzione
Flette le ultime quattro dita; coadiuva flessione plantare e inversione del piede.

Flessore lungo dell'alluce

Loggia posteriore profonda, lateralmente; il tendine incrocia poi verso il malleolo mediale.

Origine
Due terzi inferiori della faccia posteriore del perone e membrana interossea.
Inserzione
Base della falange distale dell’alluce (faccia plantare).
Funzione
Flette l’alluce; coadiuva la flessione plantare e sostiene l’arco mediale nella spinta del passo.

Estensore lungo dell'alluce

Loggia anteriore: tra tibiale anteriore ed estensore lungo delle dita, che prossimalmente lo coprono.

Origine
Terzo medio della faccia mediale del perone e membrana interossea.
Inserzione
Base della falange distale dell’alluce (faccia dorsale).
Funzione
Estende l’alluce; coadiuva la dorsiflessione della caviglia.

Peroneo breve

Loggia laterale, profondo al peroneo lungo; l’origine inizia circa 12 cm sotto la testa del perone. Il modello si ferma a metà gamba: se ne vede solo il tratto prossimale del ventre.

Origine
Due terzi inferiori della faccia laterale del perone; setti intermuscolari.
Inserzione
Tuberosità della base del V metatarso.
Funzione
Everte il piede e flette plantarmente la caviglia.

Arterie 8

Arteria femorale superficiale → poplitea

Nel canale degli adduttori, sotto il sartorio, tra vasto mediale e adduttore magno; diventa poplitea all’iato degli adduttori. Nella fossa poplitea è la struttura più profonda del fascio neurovascolare, sulla faccia poplitea del femore e sulla capsula, posteriore al legamento popliteo obliquo (non lo attraversa); si divide al margine inferiore del popliteo, sotto l’arcata del soleo.

Arterie genicolari

Superiori e inferiori, mediali e laterali (la media, per i crociati, non è rappresentata): rete anastomotica periarticolare, bersaglio dell’embolizzazione genicolare.

Arterie surali

Rami della poplitea per i capi del gastrocnemio, il soleo e il plantare.

Arteria tibiale anteriore

Nasce dalla poplitea e passa anteriormente sopra la membrana interossea, scendendo nella loggia anteriore.

Arteria peroniera

Nasce dalla tibiale posteriore e scende lungo il perone nella loggia posteriore profonda.

Vene 5

Vena poplitea

Superficiale all’arteria e profonda al nervo tibiale; riceve la piccola safena. Sede frequente di TVP da escludere con eco-Doppler.

Vene tibiali posteriori

Solitamente doppie (qui una sola); unendosi alle tibiali anteriori formano la vena poplitea.

Vene tibiali anteriori

Satelliti dell’arteria tibiale anteriore, sopra la membrana interossea (solitamente doppie, qui una sola); al margine inferiore del popliteo si uniscono alle tibiali posteriori e formano la vena poplitea.

Vena piccola safena

Risale posteriormente sul polpaccio tra i capi del gastrocnemio e sbocca nella poplitea (giunzione safeno-poplitea, livello variabile).

Vena grande safena

Sottocutanea per tutto il decorso: al ginocchio passa dietro il condilo femorale mediale, superficiale ai tendini della zampa d’oca; sotto il ginocchio è accompagnata dal nervo safeno.

Nervi 9

Nervo sciatico

Scende nella coscia posteriore profondo al capo lungo del bicipite, sull’adduttore magno; si divide in nervo tibiale e peroneo comune, di solito all’apice della fossa poplitea (livello variabile, talvolta più prossimale).

Nervo tibiale

La struttura più superficiale del fascio neurovascolare popliteo; scende profondo al gastrocnemio e sotto l’arcata del soleo.

Nervo peroneo comune

Segue il margine mediale del bicipite femorale e avvolge il collo del perone, dove è superficiale: vulnerabile a fratture, compressioni e traumi (piede cadente).

Nervo peroneo superficiale

Nasce al collo del perone, profondo al peroneo lungo, e scende nella loggia laterale tra i peronieri e l’estensore lungo delle dita; innerva i muscoli peronieri. Diventa sottocutaneo nel terzo distale della gamba: sensibilità del dorso del piede.

Nervo peroneo profondo

Attraversa il setto intermuscolare anteriore, passa profondo all’estensore lungo delle dita e scende sulla membrana interossea, lateralmente all’arteria tibiale anteriore, tra tibiale anteriore ed estensore lungo delle dita (più in basso, estensore lungo dell’alluce); innerva i muscoli estensori.

Nervo safeno

Ramo sensitivo del nervo femorale: nel canale degli adduttori e poi dietro il sartorio; al lato mediale del ginocchio perfora la fascia tra i tendini di sartorio e gracile, diventa sottocutaneo e scende con la grande safena.

Ramo infrarotuleo del safeno

Sensibilità della cute anteriore sotto la rotula; a rischio negli accessi chirurgici e artroscopici mediali.

Nervo cutaneo surale mediale

Dal nervo tibiale, scende tra i capi del gastrocnemio con la piccola safena e contribuisce a formare il nervo surale.

Borse 6

Recesso (borsa) sovrapatellare

Comunica con l’articolazione: primo sito di raccolta del versamento (in ecografia scansione sovrapatellare in lieve flessione).

Borsa prepatellare

Tra cute e rotula; borsite da inginocchiamento prolungato (housemaid’s knee).

Borsa anserina

Tra zampa d’oca e LCM/tibia; la borsite causa dolore mediale sotto l’interlinea.

Borsa gastrocnemio-semimembranosa

Tra tendine del gastrocnemio mediale e semimembranoso; spesso comunica con l’articolazione e si distende nella cisti di Baker (in ecografia il "collo" tra i due tendini).

Adipe 1

Corpo adiposo di Hoffa

Intracapsulare ma extrasinoviale, posteriore al tendine rotuleo. Sede di impingement, edema e fibrosi post-chirurgica.

Capsula 1

Capsula articolare

Involucro fibroso rivestito da sinoviale; anteriormente si estende nel recesso sovrapatellare, posteriormente forma i recessi condilari. Rappresentata semi-trasparente.

Cute 1

Cute

Contorno cutaneo semi-trasparente, per riferimento con i reperi superficiali.