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Anatomia · Strutture del modello

Anatomia della spalla

Questa pagina elenca le 60 strutture del modello 3D interattivo di MSK Atlas che mostra la spalla destra, con la nota didattica di ciascuna e, dove la scheda li riporta, origine, inserzione e funzione.

Le strutture sono raggruppate per categoria, come nell’elenco del modello. Nel modello puoi ruotare, ingrandire, mostrare o nascondere le categorie e toccare una struttura per aprirne la scheda. Il nome di ogni struttura apre il modello con quella struttura già selezionata, isolata con le ossa e centrata.

Apri il modello 3D della spalla

Ossa 5

Scapola

Osso piatto triangolare con spina, acromion e processo coracoideo. La cavità glenoidea, piccola e poco profonda, accoglie la testa omerale; il tubercolo sopraglenoideo e il sottoglenoideo danno origine al capo lungo di bicipite e tricipite. L’incisura soprascapolare, chiusa dal legamento trasverso superiore, lascia passare il nervo soprascapolare. In radiografia la proiezione "Y" e la outlet view mostrano la forma dell’acromion (tipi di Bigliani: piatto, curvo, uncinato).

Clavicola

Osso a S che collega lo scheletro assile alla scapola (articolazioni sternoclavicolare e acromioclavicolare). Il terzo medio è la sede più frequente di frattura; il tubercolo conoide e la linea trapezoide, sul terzo laterale, danno inserzione ai legamenti coracoclavicolari.

Omero (estremità prossimale)

Testa emisferica rivolta in alto, medialmente e indietro (retroversione di circa 30°), separata dai tubercoli dal collo anatomico. Tubercolo maggiore (inserzioni di sovraspinato, sottospinato e piccolo rotondo) e minore (sottoscapolare) delimitano il solco intertubercolare del capo lungo del bicipite. Il collo chirurgico, sotto i tubercoli, è la sede tipica delle fratture; il nervo ascellare vi passa a contatto.

Coste I–V

Parte alta della gabbia toracica, sulla quale scorre la scapola. La prima costa, corta e piatta, è attraversata dai solchi dell’arteria e della vena succlavie; tra i due solchi si inserisce lo scaleno anteriore, e il plesso brachiale passa dietro l’arteria. Dalle coste originano il dentato anteriore e il piccolo pettorale.

Sterno (manubrio e corpo)

Il manubrio, con l’incisura giugulare e le incisure claveari, articola con le clavicole (articolazione sternoclavicolare) e con la prima cartilagine costale; l’angolo sternale lo separa dal corpo, a livello della seconda cartilagine costale.

Cartilagine 4

Cartilagini costali I–V

Prolungano le coste verso lo sterno. La prima si unisce direttamente al manubrio (sincondrosi); le altre formano articolazioni sternocostali sinoviali (dalla seconda alla settima).

Cartilagine della testa omerale

Riveste la testa, più spessa al centro che ai margini, e termina al collo anatomico. In artro-RM si valutano spessore e continuità. Dopo una lussazione anteriore può associarsi la lesione di Hill-Sachs, impronta ossea (con cartilagine) della parte posterosuperiore della testa contro il margine antero-inferiore della glenoide.

Cartilagine glenoidea

Riveste la cavità glenoidea; al contrario della testa è più sottile al centro e più spessa in periferia. Il labbro la circonda. Nell’instabilità anteriore ripetuta la glenoide può perdere osso (Bankart osseo) e assumere la forma di una pera rovesciata.

Labbro glenoideo

Anello di fibrocartilagine a sezione triangolare che circonda il margine della glenoide e ne aumenta profondità e superficie. In alto si continua con il tendine del capo lungo del bicipite, in basso e in avanti con il legamento gleno-omerale inferiore. In artro-RM si cercano lesioni di Bankart (antero-inferiore, dopo lussazione anteriore), SLAP (superiore) e lesioni ossee associate.

Origine
Margine della cavità glenoidea (si fonde con la cartilagine e con il periostio del collo della scapola).
Inserzione
Anello chiuso sul margine glenoideo; in alto accoglie il tendine del capo lungo del bicipite, in basso il legamento gleno-omerale inferiore.
Funzione
Approfondisce la cavità glenoidea (stabilità concavità-compressione) e fa da ancoraggio ai legamenti gleno-omerali.

Legamenti 11

Legamento conoide

Componente mediale e posteriore del legamento coracoclavicolare, a forma di cono con apice sul coracoide. Si rompe nelle lussazioni acromioclavicolari di tipo III–V (classificazione di Rockwood): l’aumento della distanza coracoclavicolare in radiografia da carico indica la lesione.

Origine
Ginocchio (parte posteromediale) della base del processo coracoideo.
Inserzione
Tubercolo conoide della clavicola, sulla faccia inferiore del terzo laterale.
Funzione
Sospende la scapola alla clavicola; limita la traslazione anteriore e superiore della clavicola (stabilizzatore verticale).

Legamento trapezoide

Componente laterale e anteriore del legamento coracoclavicolare, lamina quadrangolare quasi orizzontale. Lavora con il conoide: insieme sono gli stabilizzatori verticali dell’articolazione acromioclavicolare.

Origine
Faccia superiore del processo coracoideo.
Inserzione
Linea trapezoide, sulla faccia inferiore del terzo laterale della clavicola.
Funzione
Limita la compressione dell’articolazione acromioclavicolare e la traslazione verticale della clavicola.

Legamento coracoacromiale

Banda triangolare che chiude l’arco coracoacromiale, il “tetto” dello spazio sottoacromiale sopra la cuffia dei rotatori. Nel conflitto subacromiale si ispessisce e può essere sezionato nella decompressione.

Origine
Margine laterale del processo coracoideo.
Inserzione
Apice e margine anteriore dell’acromion.
Funzione
Protegge la testa omerale dall’alto e limita la sua migrazione superiore.

Legamento acromioclavicolare

Ispessimento della capsula dell’articolazione acromioclavicolare, più robusto in alto, dove si fonde con le fibre di trapezio e deltoide. Stabilizza il piano orizzontale della clavicola; in caso di lesione di tipo I–II i coracoclavicolari restano integri.

Origine
Estremo laterale della clavicola.
Inserzione
Margine mediale dell’acromion.
Funzione
Stabilizzatore orizzontale (antero-posteriore) dell’articolazione acromioclavicolare.

Legamento sternoclavicolare anteriore

Rinforza la capsula dell’articolazione sternoclavicolare, unico vero punto di appoggio del cingolo scapolare sullo scheletro assile. La lussazione posteriore, più rara, può comprimere trachea e vasi del mediastino.

Origine
Estremo mediale della clavicola (faccia anteriore).
Inserzione
Faccia anteriore del manubrio dello sterno.
Funzione
Impedisce la traslazione anteriore dell’estremo mediale della clavicola e ne limita l’elevazione.

Legamento coraco-omerale

Banda fibrosa sopra la testa omerale, tra tubercolo minore e maggiore, che copre l’intervallo dei rotatori con il gleno-omerale superiore. Il suo ispessimento è tipico della capsulite adesiva (segno in artro-RM nell’intervallo dei rotatori).

Origine
Base laterale del processo coracoideo.
Inserzione
Tubercoli minore e maggiore dell’omero, sopra il solco intertubercolare.
Funzione
Sostiene la testa omerale contro la gravità e limita la rotazione esterna con il braccio addotto.

Legamento gleno-omerale superiore

Sottile, nell’intervallo dei rotatori, davanti al tendine del capo lungo del bicipite. Insieme al coraco-omerale limita la traslazione inferiore con il braccio addotto.

Origine
Labbro glenoideo antero-superiore (tubercolo sopraglenoideo, ore 1).
Inserzione
Poco sopra il tubercolo minore dell’omero.
Funzione
Stabilizzatore del braccio addotto: limita traslazione inferiore e rotazione esterna.

Legamento gleno-omerale medio

Di spessore molto variabile (può mancare); sotto il tendine del sottoscapolare. Forma con il superiore e il coraco-omerale il “complesso capsulare anteriore”; il foro di Weitbrecht è l’apertura tra il medio e il superiore.

Origine
Labbro glenoideo anteriore (ore 3).
Inserzione
Collo anatomico, medialmente al tubercolo minore.
Funzione
Limita la rotazione esterna a 45° di abduzione e la traslazione anteriore.

Legamento gleno-omerale inferiore – banda anteriore

Banda più importante del complesso gleno-omerale inferiore, a forma di amaca con la banda posteriore e il recesso ascellare. È la struttura lesionata nell’instabilità anteriore: distacco dal labbro (lesione di Bankart) o lesione dell’inserzione omerale (lesione HAGL, avulsione omerale dei legamenti gleno-omerali).

Origine
Labbro glenoideo antero-inferiore (ore 4–5).
Inserzione
Collo anatomico dell’omero, antero-inferiormente.
Funzione
Stabilizzatore principale contro la lussazione anteriore in abduzione e rotazione esterna (posizione di apprensione).

Legamento gleno-omerale inferiore – banda posteriore

Banda posteriore dell’amaca inferiore; più sottile dell’anteriore. Nella contrattura in rotazione interna si ispessisce e limita la rotazione interna e la flessione-adduzione.

Origine
Labbro glenoideo postero-inferiore (ore 7–8).
Inserzione
Collo anatomico dell’omero, postero-inferiormente.
Funzione
Limita la traslazione posteriore e la rotazione interna con il braccio in flessione e abduzione.

Legamento trasverso dell’omero

Lamina sottile che chiude in alto il solco intertubercolare e tiene il tendine del capo lungo del bicipite nel solco. Gli studi anatomici recenti la descrivono come fibre superficiali del sottoscapolare, con contributi del sovraspinato e del coraco-omerale, più che come legamento autonomo (Gleason 2006; MacDonald 2007). La lesione di questo tetto, spesso con lesione del sottoscapolare, permette la sublussazione mediale del tendine, visibile in ecografia dinamica e RM.

Origine
Tubercolo minore dell’omero (labbro mediale del solco), in continuità con le fibre del sottoscapolare.
Inserzione
Tubercolo maggiore dell’omero (labbro laterale del solco).
Funzione
Mantiene il tendine del capo lungo del bicipite nel solco intertubercolare e ne impedisce la sublussazione mediale.

Capsula 1

Capsula articolare

Manicotto sottile e lasso che dalla glenoide e dal labbro raggiunge il collo anatomico dell’omero; inferiormente forma il recesso ascellare, che si distende in abduzione. È rinforzata dai legamenti gleno-omerali e dal tendine della cuffia, che vi aderisce. Nella capsulite adesiva la RM mostra ispessimento della capsula nel recesso ascellare e del legamento coraco-omerale, con obliterazione del grasso dell’intervallo dei rotatori; in artro-RM la capacità articolare è ridotta.

Origine
Margine della glenoide e labbro glenoideo (e base del processo coracoideo per il capo lungo del bicipite).
Inserzione
Collo anatomico dell’omero; inferiormente scende fino al collo chirurgico (recesso ascellare).
Funzione
Contiene la sinovia e il liquido articolare, limita le escursioni estreme (in rotazione esterna si tende anteriormente) e collabora alla stabilità statica.

Borse 1

Borsa subacromion-deltoidea

Borsa sinoviale tra la cuffia dei rotatori (sovraspinato e infraspinato) sotto e acromion, legamento coracoacromiale e deltoide sopra; normalmente virtuale, con pareti sottili (meno di 2 mm). Permette lo scorrimento della cuffia sotto l’arco coracoacromiale. In ecografia e RM la distensione liquida (borsite) accompagna l’impingement subacromiale; liquido nella borsa con lesione a tutto spessore del sovraspinato indica la comunicazione con l’articolazione.

Cuffia dei rotatori 4

Sovraspinato

Passa sotto l’arco coracoacromiale e l’articolazione acromioclavicolare, nello spazio sottoacromiale: è la sede più frequente di tendinopatia, conflitto e rottura della cuffia, soprattutto nella zona critica a circa 1 cm dall’inserzione. Nervo soprascapolare (C5–C6).

Origine
Fossa sopraspinata della scapola (due terzi mediali) e fascia sopraspinata.
Inserzione
Faccetta superiore del tubercolo maggiore dell’omero, con fibre che si fondono con la capsula.
Funzione
Abduzione del braccio (primi 15°); centra e stabilizza la testa omerale nella glenoide.

Sottospinato

Copre in parte la capsula posteriore. Nervo soprascapolare (C5–C6), che passa nell’incisura spinoglenoidea: una cisti paralabrale può comprimerlo e causare atrofia isolata del sottospinato.

Origine
Fossa sottospinata (due terzi mediali) e fascia sottospinata.
Inserzione
Faccetta media del tubercolo maggiore dell’omero.
Funzione
Rotazione esterna del braccio; stabilizzatore posteriore dell’articolazione.

Piccolo rotondo

Delimita in alto lo spazio quadrangolare. Nervo ascellare (C5–C6), che emerge dallo spazio quadrangolare e gira attorno al collo chirurgico dell’omero con l’arteria circonflessa posteriore. L’atrofia isolata si osserva nella sindrome dello spazio quadrangolare.

Origine
Due terzi superiori del margine laterale della scapola (faccia dorsale).
Inserzione
Faccetta inferiore del tubercolo maggiore dell’omero e capsula articolare.
Funzione
Rotazione esterna; debole adduzione.

Sottoscapolare

Il più voluminoso della cuffia. Il tendine passa sotto il processo coracoideo e davanti alla capsula; la borsa sottoscapolare comunica con l’articolazione. La lesione è tipica della lussazione anteriore e si associa all’instabilità del capo lungo del bicipite. Nervi sottoscapolari superiore e inferiore (C5–C7).

Origine
Fossa sottoscapolare (faccia costale della scapola).
Inserzione
Tubercolo minore dell’omero e capsula anteriore.
Funzione
Rotazione interna; stabilizzatore anteriore dell’articolazione.

Muscoli della spalla 4

Deltoide, parte clavicolare

Fascio anteriore del deltoide. Nervo ascellare (C5–C6), che emerge dallo spazio quadrangolare e gira attorno al collo chirurgico dell’omero con l’arteria circonflessa posteriore. Il solco deltoideo-pettorale, con la vena cefalica, lo separa dal grande pettorale.

Origine
Terzo laterale del margine anteriore e della faccia superiore della clavicola.
Inserzione
Tuberosità deltoidea dell’omero (tendine comune alle tre parti).
Funzione
Flessione, abduzione e rotazione interna del braccio.

Deltoide, parte acromiale

Fascio medio, multipennato. Sotto di esso la borsa subacromiale-subdeltoidea e la cuffia dei rotatori. Nervo ascellare (C5–C6), che emerge dallo spazio quadrangolare e gira attorno al collo chirurgico dell’omero con l’arteria circonflessa posteriore.

Origine
Margine laterale e faccia superiore dell’acromion.
Inserzione
Tuberosità deltoidea dell’omero.
Funzione
Abduzione del braccio, soprattutto oltre i primi 15°.

Deltoide, parte spinale

Fascio posteriore, adiacente al piccolo rotondo. Nervo ascellare (C5–C6), che emerge dallo spazio quadrangolare e gira attorno al collo chirurgico dell’omero con l’arteria circonflessa posteriore.

Origine
Margine inferiore della spina della scapola.
Inserzione
Tuberosità deltoidea dell’omero.
Funzione
Estensione, abduzione e rotazione esterna del braccio.

Grande rotondo

Delimita lo spazio quadrangolare (in alto il piccolo rotondo, lateralmente il collo chirurgico, medialmente il capo lungo del tricipite) e lo spazio triangolare. Nervo sottoscapolare inferiore (C5–C6).

Origine
Angolo inferiore e terzo inferiore del margine laterale della scapola (faccia dorsale).
Inserzione
Labbro mediale del solco intertubercolare dell’omero.
Funzione
Adduzione, estensione e rotazione interna del braccio.

Muscoli del torace e del dorso 13

Grande pettorale, parte clavicolare

Le tre parti convergono in un tendine a U che si inserisce con torsione: le fibre inferiori si portano più in alto. Nervi pettorali laterale e mediale (C5–T1).

Origine
Metà mediale della clavicola.
Inserzione
Labbro laterale del solco intertubercolare dell’omero.
Funzione
Flessione, adduzione e rotazione interna del braccio.

Grande pettorale, parte sternocostale

La rottura, tipica nel sollevamento pesi, interessa il tendine all’inserzione omerale; l’assenza congenita fa parte della sindrome di Poland. Nervi pettorali laterale e mediale (C5–T1).

Origine
Faccia anteriore dello sterno e prime sei cartilagini costali.
Inserzione
Labbro laterale del solco intertubercolare dell’omero.
Funzione
Adduzione e rotazione interna del braccio; abbassa il braccio sollevato.

Grande pettorale, parte addominale

Parte inferiore del grande pettorale; forma il pilastro anteriore dell’ascella. Nervi pettorali laterale e mediale (C5–T1).

Origine
Guaina del muscolo retto dell’addome.
Inserzione
Labbro laterale del solco intertubercolare dell’omero.
Funzione
Adduzione e rotazione interna; abbassa il braccio sollevato.

Piccolo pettorale

Il fascio vascolonervoso ascellare gli passa sotto: la compressione sotto il suo tendine è una causa di sindrome dello stretto toracico. Nervo pettorale mediale (C8–T1).

Origine
Facce esterne delle coste III–V, vicino alle cartilagini.
Inserzione
Processo coracoideo (margine mediale e faccia superiore).
Funzione
Abbassa e protrae la scapola, inclinandola in avanti.

Succlavio

Piccolo muscolo tra clavicola e prima costa, davanti al fascio neurovascolare. Nervo del succlavio (C5–C6).

Origine
Faccia superiore della prima costa, alla giunzione con la cartilagine.
Inserzione
Solco del succlavio, sulla faccia inferiore del terzo medio della clavicola.
Funzione
Abbassa e stabilizza la clavicola nell’articolazione sternoclavicolare.

Trapezio, parte discendente

Fibre superiori del trapezio, quelle che formano il profilo del collo. Nervo accessorio (XI) e rami cervicali C3–C4; la lesione dell’accessorio (per esempio nelle dissezioni del collo) causa abbassamento della spalla.

Origine
Linea nucale superiore, protuberanza occipitale esterna e legamento nucale.
Inserzione
Terzo laterale della clavicola.
Funzione
Eleva la scapola e ne ruota in alto l’angolo laterale.

Trapezio, parte trasversa

Fibre medie del trapezio, orizzontali. Nervo accessorio (XI) e rami cervicali C3–C4.

Origine
Processi spinosi da C7 a T3.
Inserzione
Margine mediale dell’acromion e labbro superiore della spina della scapola.
Funzione
Adduce (retrae) la scapola.

Trapezio, parte ascendente

Fibre inferiori del trapezio; il tendine di inserzione scorre su un triangolo liscio alla radice della spina. Nervo accessorio (XI) e rami cervicali C3–C4. Nel modello si vede solo il tratto superiore.

Origine
Processi spinosi da T4 a T12.
Inserzione
Tubercolo alla radice della spina della scapola.
Funzione
Abbassa la scapola e ne ruota in alto l’angolo laterale.

Gran dorsale

Il tendine si porta davanti al grande rotondo con una torsione e forma con esso il pilastro posteriore dell’ascella. Nervo toracodorsale (C6–C8). Nella finestra del modello si vede solo la parte superiore.

Origine
Processi spinosi da T7 a L5, fascia toracolombare, cresta iliaca, ultime 3–4 coste e angolo inferiore della scapola.
Inserzione
Fondo del solco intertubercolare dell’omero.
Funzione
Estensione, adduzione e rotazione interna del braccio.

Romboide maggiore

Sotto il trapezio, parallelo al romboide minore. Nervo dorsale della scapola (C4–C5).

Origine
Processi spinosi da T2 a T5.
Inserzione
Margine mediale della scapola, sotto la spina.
Funzione
Adduce la scapola e ne ruota in basso l’angolo laterale.

Romboide minore

Sottile, al di sopra del romboide maggiore. Nervo dorsale della scapola (C4–C5).

Origine
Legamento nucale e processi spinosi di C7 e T1.
Inserzione
Margine mediale della scapola, alla radice della spina.
Funzione
Adduce la scapola e ne ruota in basso l’angolo laterale.

Elevatore della scapola

Segue il collo, sotto lo sternocleidomastoideo e il trapezio. Nervo dorsale della scapola e rami cervicali C3–C4.

Origine
Tubercoli posteriori dei processi trasversi di C1–C4.
Inserzione
Angolo superiore e margine mediale della scapola, sopra la spina.
Funzione
Eleva la scapola e ne ruota in basso l’angolo laterale.

Dentato anteriore

Tiene la scapola contro il torace: la paralisi del nervo toracico lungo (C5–C7), per esempio dopo uno svuotamento ascellare, causa la scapola alata. Nel modello si vede solo la parte superiore.

Origine
Facce esterne delle prime otto o nove coste, con digitazioni.
Inserzione
Margine mediale della scapola (faccia costale), con la porzione più robusta all’angolo inferiore.
Funzione
Protrae la scapola e ne ruota in alto l’angolo laterale; la fissa alla parete toracica.

Muscoli del braccio 6

Bicipite, capo lungo

Il tendine è intra-articolare ma extrasinoviale: passa sopra la testa omerale, esce nel solco intertubercolare sotto il legamento trasverso dell’omero. Tenosinovite, sublussazione e rottura (segno di Popeye) sono frequenti; la lesione del labbro superiore (SLAP) coinvolge l’ancora. Nervo muscolocutaneo (C5–C6).

Origine
Tubercolo sopraglenoideo della scapola e labbro glenoideo superiore.
Inserzione
Tuberosità del radio (tendine comune con il capo breve).
Funzione
Flessione del gomito e supinazione dell’avambraccio; debole flessione della spalla; stabilizza la testa omerale.

Bicipite, capo breve

Con il coracobrachiale forma il tendine congiunto, che si inserisce sull’apice del processo coracoideo. Nervo muscolocutaneo (C5–C6).

Origine
Apice del processo coracoideo (tendine comune con il coracobrachiale).
Inserzione
Tuberosità del radio e, tramite il lacerto fibroso, fascia antibrachiale.
Funzione
Flessione del gomito e supinazione; flette e adduce la spalla.

Coracobrachiale

Il nervo muscolocutaneo lo attraversa e ne è un repere. L’arteria ascellare gli decorre medialmente. Nervo muscolocutaneo (C5–C7).

Origine
Apice del processo coracoideo (tendine comune con il capo breve del bicipite).
Inserzione
Terzo medio della faccia mediale dell’omero.
Funzione
Flessione e adduzione del braccio.

Tricipite, capo lungo

Passa tra piccolo e grande rotondo, dividendo lo spazio quadrangolare (lateralmente) da quello triangolare (medialmente). Nervo radiale (C6–C8).

Origine
Tubercolo sottoglenoideo della scapola.
Inserzione
Olecrano, con il tendine comune dei tre capi.
Funzione
Estende il gomito; estende e adduce il braccio.

Tricipite, capo laterale

Si origina sopra il solco del nervo radiale, che lo separa dal capo mediale. Nervo radiale (C6–C8).

Origine
Faccia posteriore dell’omero sopra il solco del nervo radiale e setto intermuscolare laterale.
Inserzione
Olecrano, con il tendine comune.
Funzione
Estende il gomito.

Tricipite, capo mediale

Profondo, sotto il solco del nervo radiale. Nervo radiale (C6–C8).

Origine
Faccia posteriore dell’omero sotto il solco del nervo radiale e setti intermuscolari.
Inserzione
Olecrano, con il tendine comune.
Funzione
Estende il gomito.

Arterie 2

Arteria succlavia

A destra nasce dal tronco brachiocefalico; passa tra scaleno anteriore e medio, sopra la prima costa, e diventa ascellare al margine laterale della prima costa. Il plesso brachiale le passa dietro e in alto.

Arteria ascellare e brachiale

Continua la succlavia dal margine laterale della prima costa e diventa brachiale al margine inferiore del grande rotondo. Passa dietro il piccolo pettorale (che la divide in tre porzioni) e davanti al sottoscapolare; il plesso brachiale la circonda con i suoi fasci. Dà toracoacromiale, toracica laterale, sottoscapolare e le circonflesse omerali (la posteriore accompagna il nervo ascellare). Nelle fratture del collo chirurgico può lesionarsi la circonflessa; in angio-TC o angio-RM si studia il calibro e il decorso.

Vene 2

Vena succlavia

Davanti allo scaleno anteriore e all’arteria, sopra la prima costa; si unisce alla giugulare interna formando la vena brachiocefalica. Sede di accesso venoso centrale; trombosi da sforzo (sindrome di Paget-Schroetter).

Vena ascellare e brachiale

Medialmente e davanti all’arteria; riceve le vene brachiali e la basilica, la cefalica la raggiunge sotto la clavicola e si continua nella succlavia al margine laterale della prima costa. Trombosi da catetere o da sforzo causano gonfiore dell’arto; in ecografia si comprime con la sonda (la mancata comprimibilità indica trombosi).

Nervi 7

Plesso brachiale (tronchi e fasci)

Nasce dai rami anteriori di C5–T1: tre tronchi (superiore, medio, inferiore) tra scaleno anteriore e medio, sopra la prima costa; dietro la clavicola ognuno si divide in una porzione anteriore e una posteriore, che formano i fasci laterale, posteriore e mediale (così chiamati dalla relazione con l’arteria ascellare). In RM si studia sul piano coronale obliquo e sagittale; si comprime nello stretto toracico (sindrome dello stretto toracico superiore) e nei tumori dell’apice polmonare (sindrome di Pancoast).

Nervo soprascapolare

Nervo misto (C5–C6) dal tronco superiore. Passa nell’incisura soprascapolare sotto il legamento trasverso superiore (l’arteria resta sopra), innerva il sovraspinato, poi aggira il margine laterale della spina nell’incisura spinoglenoidea per innervare il sottospinato e dare rami articolari alla spalla. Una cisti paralabrale può comprimerlo e causare atrofia selettiva di sovraspinato o sottospinato, visibile in RM come edema o atrofia muscolare.

Nervo ascellare

Nervo misto (C5–C6) dal fascio posteriore. Esce dallo spazio quadrangolare (piccolo rotondo sopra, con il sottoscapolare anteriormente, grande rotondo sotto, capo lungo del tricipite medialmente, collo chirurgico lateralmente), con l’arteria circonflessa posteriore; innerva deltoide e piccolo rotondo e dà il nervo cutaneo laterale superiore del braccio (sensibilità del moncone della spalla). Lo spazio quadrangolare è sede di sindrome da compressione; è a rischio nelle lussazioni anteriori e nelle fratture del collo chirurgico.

Nervo muscolocutaneo

Nervo misto (C5–C7) dal fascio laterale. Attraversa normalmente il ventre del coracobrachiale, che innerva, e scende tra bicipite e brachiale (anch’essi innervati); continua come nervo cutaneo laterale dell’avambraccio (sensitivo per il lato radiale dell’avambraccio). Un decorso alto del nervo è un rischio nelle vie d’accesso anteriori della spalla.

Nervo radiale

Nervo misto (C5–T1) dal fascio posteriore. Passa sotto il grande rotondo con l’arteria profonda del braccio, aggira posteriormente l’omero nel solco del nervo radiale, tra le origini dei capi laterale e mediale del tricipite, e nel tratto distale del braccio perfora il setto intermuscolare laterale. Innerva il tricipite e, più in basso, i muscoli estensori; sensitivo per il dorso del braccio, dell’avambraccio e della mano radiale. La frattura della diafisi dell’omero lo lesiona tipicamente (mano cadente).

Nervo mediano

Nervo misto (C6–T1) dai fasci laterale e mediale, che si uniscono davanti all’arteria ascellare. Nel braccio scende con l’arteria brachiale (prima lateralmente, poi medialmente) e non dà rami; motorio per i flessori dell’avambraccio e i muscoli tenari, sensitivo per la mano palmare radiale. Siti di compressione: al polso (tunnel carpale) e sotto il pronatore rotondo.

Nervo ulnare

Nervo misto (C8–T1) dal fascio mediale. Scende medialmente all’arteria; a metà braccio perfora il setto intermuscolare mediale e passa dietro l’epicondilo mediale. Nel braccio non dà rami; motorio per il flessore ulnare del carpo, parte del flessore profondo delle dita e i muscoli intrinseci della mano, sensitivo per il bordo ulnare della mano. Sede di compressione al gomito (tunnel cubitale).