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Anatomia · Strutture del modello

Anatomia del gomito

Questa pagina elenca le 85 strutture del modello 3D interattivo di MSK Atlas che mostra il gomito destro, con la nota didattica di ciascuna e, dove la scheda li riporta, origine, inserzione e funzione.

Le strutture sono raggruppate per categoria, come nell’elenco del modello. Nel modello puoi ruotare, ingrandire, mostrare o nascondere le categorie e toccare una struttura per aprirne la scheda. Il nome di ogni struttura apre il modello con quella struttura già selezionata, isolata con le ossa e centrata.

Apri il modello 3D del gomito

Ossa 3

Omero (estremità distale)

Paletta omerale con troclea (mediale, per l’incisura trocleare dell’ulna) e capitello (laterale, per la testa radiale). Anteriormente le fossette coronoidea e radiale, posteriormente la fossetta olecranica, sedi dei cuscinetti adiposi. Epicondilo mediale: origine dei flessori-pronatori e del legamento collaterale ulnare; epicondilo laterale: estensori-supinatori e complesso collaterale laterale. Il capitello è la sede tipica dell’osteocondrite dissecante nel giovane lanciatore (circa 12–16 anni); sotto i 10 anni la malattia di Panner, osteocondrosi dell’intero capitello, di solito a decorso benigno.

Ulna (estremità prossimale)

Olecrano e processo coronoideo delimitano l’incisura trocleare; lateralmente l’incisura radiale accoglie la testa del radio. Sul versante mediale del coronoide il tubercolo sublime (inserzione del fascio anteriore del collaterale ulnare); lateralmente, distale all’incisura radiale, la cresta del supinatore (inserzione del LUCL). Anteriormente, sotto il coronoide, la tuberosità ulnare per il brachiale.

Radio (estremità prossimale)

Testa discoidale con fovea (per il capitello) e circonferenza articolare (per l’incisura radiale dell’ulna), avvolta dal legamento anulare; poi collo e tuberosità radiale, inserzione del bicipite. Le fratture della testa si classificano secondo Mason; nel bambino la sublussazione della testa sotto il legamento anulare è la pronazione dolorosa.

Cartilagine 3

Cartilagine di troclea e capitello

Riveste troclea e capitello. Al passaggio tra capitello ed epicondilo laterale, posteriormente, il bordo irregolare della cartilagine può simulare una lesione osteocondrale (pseudodifetto del capitello).

Legamenti 8

Collaterale ulnare – fascio anteriore

Il fascio più robusto. Lesione tipica dei lanciatori, da sovraccarico ripetuto in valgo. In ecografia è una banda fibrillare profonda al tendine comune dei flessori, da valutare anche sotto stress in valgo; in artro-RM il distacco parziale profondo dal tubercolo sublime dà il segno della T.

Origine
Faccia antero-inferiore dell’epicondilo mediale.
Inserzione
Tubercolo sublime del processo coronoideo.
Funzione
Principale stabilizzatore contro il valgo tra circa 30° e 120° di flessione.

Collaterale ulnare – fascio posteriore

Ispessimento capsulare a ventaglio; forma il pavimento del tunnel cubitale.

Origine
Faccia postero-inferiore dell’epicondilo mediale.
Inserzione
Margine mediale dell’olecrano.
Funzione
Stabilizzatore secondario contro il valgo, soprattutto in flessione avanzata, quando è teso.

Collaterale ulnare – fascio trasverso (di Cooper)

Non attraversa l’articolazione: contributo minimo alla stabilità.

Origine
Margine mediale dell’olecrano.
Inserzione
Margine mediale del processo coronoideo.
Funzione
Unisce le inserzioni ulnari dei fasci anteriore e posteriore; amplia l’incisura trocleare.

Collaterale radiale

Subito in profondità al tendine comune degli estensori; nelle epicondiliti laterali croniche può essere coinvolto insieme all’ECRB.

Origine
Epicondilo laterale.
Inserzione
Legamento anulare, con cui si fonde.
Funzione
Stabilizza contro il varo e mantiene la testa radiale a contatto con il capitello.

Legamento anulare

Forma circa i quattro quinti dell’anello osteofibroso attorno alla testa radiale, più stretto in basso. Nel bambino la testa può scivolare parzialmente sotto il legamento (pronazione dolorosa).

Origine
Margine anteriore dell’incisura radiale dell’ulna.
Inserzione
Margine posteriore dell’incisura radiale dell’ulna.
Funzione
Mantiene la testa radiale contro l’incisura radiale e ne permette la rotazione nella prono-supinazione.

Collaterale ulnare laterale (LUCL)

Passa dietro la testa radiale. Si lesiona per primo nella lussazione di gomito; il pivot-shift test ne valuta l’insufficienza.

Origine
Epicondilo laterale.
Inserzione
Cresta del supinatore dell’ulna, fondendosi con il margine posteriore del legamento anulare.
Funzione
Principale stabilizzatore contro l’instabilità rotatoria postero-laterale; stabilizzatore contro il varo.

Membrana interossea (porzione prossimale)

Prossimalmente lascia uno spazio per i vasi interossei posteriori. La sua rottura con frattura della testa radiale e lesione della radio-ulnare distale è la lesione di Essex-Lopresti.

Origine
Margine interosseo del radio.
Inserzione
Margine interosseo dell’ulna (fibre prevalentemente oblique in senso distale e mediale).
Funzione
Trasferisce il carico dal radio all’ulna; separa le logge anteriore e posteriore e dà origine ai muscoli profondi.

Legamento quadrato (di Denucé)

Sottile banda fibrosa subito sotto il legamento anulare. Ricostruzione approssimata; in imaging è raramente distinguibile.

Origine
Margine inferiore dell’incisura radiale dell’ulna.
Inserzione
Faccia mediale del collo del radio.
Funzione
Sostiene la capsula e limita l’eccessiva rotazione del radio.

Retinacolo 1

Legamento di Osborne (retinacolo del tunnel cubitale)

Distalmente continua nell’aponeurosi tra i due capi del FCU. Ispessimento, assenza o lassità (con sublussazione del nervo in flessione) sono cause di neuropatia ulnare; la sua sezione è il gesto della decompressione in situ.

Origine
Epicondilo mediale.
Inserzione
Margine mediale dell’olecrano.
Funzione
Tetto del tunnel cubitale: trattiene il nervo ulnare dietro l’epicondilo; si tende in flessione, riducendo lo spazio del tunnel.

Aponeurosi 1

Lacerto fibroso (aponeurosi bicipitale)

Sopra arteria brachiale e nervo mediano, sotto la vena mediana del gomito. Se integro può limitare la retrazione in una rottura del tendine distale del bicipite, che quindi può sfuggire all’esame clinico.

Origine
Margine mediale del tendine distale del bicipite.
Inserzione
Fascia antibrachiale sopra i flessori-pronatori e, tramite questa, margine posteriore dell’ulna.
Funzione
Trasmette parte della forza del bicipite alla fascia dell’avambraccio; protegge i vasi e il nervo sottostanti.

Capsula 1

Capsula articolare

Un’unica capsula per le articolazioni omero-ulnare, omero-radiale e radio-ulnare prossimale. Prossimalmente si inserisce sopra le fossette coronoidea, radiale e olecranica (intracapsulari); distalmente sul legamento anulare e sul collo del radio. In ecografia il versamento si cerca nel recesso posteriore (fossetta olecranica) a gomito flesso.

Cuscinetti adiposi 2

Cuscinetto adiposo anteriore

Nelle fossette coronoidea e radiale, intracapsulare ma extrasinoviale. Nella radiografia laterale a 90° è normalmente visibile come sottile banda radiotrasparente; se sollevato (segno della vela) indica versamento.

Cuscinetto adiposo posteriore

Nella fossetta olecranica; normalmente non visibile nella radiografia laterale a 90°. Se visibile indica versamento e, nel trauma, una frattura spesso occulta (sovracondiloidea nel bambino, della testa radiale nell’adulto).

Borse 2

Borsa olecranica

Sottocutanea sopra l’olecrano, normalmente virtuale. Borsite traumatica, microcristallina, reumatoide o settica: in ecografia raccolta anecogena o complessa, con eventuale iperemia della parete.

Borsa bicipito-radiale

Tra tendine distale del bicipite e tuberosità radiale; riduce l’attrito in pronazione. La borsite può simulare una massa della fossa cubitale e, raramente, comprimere il nervo interosseo posteriore.

Muscoli del braccio 6

Bicipite – capo lungo

Nel braccio è il ventre laterale; sopra il gomito si fonde con il capo breve nel tendine distale comune, che ruota di circa 90° prima di inserirsi. La rottura distale avviene tipicamente nell’uomo adulto in contrazione eccentrica; in ecografia si valuta con approccio anteriore, mediale e laterale, e in posizione "cobra". Il setto tra i due ventri è ricostruito: posizione indicativa.

Origine
Tubercolo sovraglenoideo della scapola e labbro glenoideo superiore; il tendine prossimale attraversa la spalla e scorre nel solco bicipitale.
Inserzione
Tuberosità radiale, con il tendine distale comune (parte prossimale dell’impronta, più lontana dall’asse di rotazione).
Funzione
Supina l’avambraccio (principale supinatore a gomito flesso) e flette il gomito; coadiuva la flessione della spalla.

Bicipite – capo breve

Nel braccio è il ventre mediale; sopra il gomito si fonde con il capo lungo nel tendine distale comune, da cui il lacerto fibroso si porta medialmente. Il setto tra i due ventri è ricostruito: posizione indicativa.

Origine
Apice del processo coracoideo, con tendine comune al coracobrachiale.
Inserzione
Tuberosità radiale, con il tendine distale comune (parte distale dell’impronta); lacerto fibroso verso la fascia antibrachiale.
Funzione
Flette il gomito e supina l’avambraccio; coadiuva flessione e adduzione della spalla.

Brachiale

In profondità al bicipite: forma il pavimento della fossa cubitale e copre la capsula anteriore. Innervato dal muscolocutaneo, con un contributo del radiale alla porzione laterale. Dopo traumi del gomito è una sede tipica di miosite ossificante.

Origine
Metà distale della faccia anteriore dell’omero e setti intermuscolari, soprattutto il mediale.
Inserzione
Tuberosità ulnare e faccia anteriore del processo coronoideo.
Funzione
Principale flessore del gomito in ogni posizione dell’avambraccio; inserito sull’ulna, non agisce sulla prono-supinazione.

Tricipite – capo lungo

Con gli altri capi forma il tendine distale sull’olecrano. La rottura del tendine distale è rara e spesso si associa a un piccolo frammento osseo avulso (flake sign).

Origine
Tubercolo sottoglenoideo della scapola.
Inserzione
Olecrano (faccia superiore e posteriore), con il tendine comune; espansione alla fascia antibrachiale.
Funzione
Estende il gomito; estende e adduce la spalla (biarticolare).

Tricipite – capo laterale

Superficiale, converge nel tendine olecranico; copre il nervo radiale e l’arteria profonda del braccio nel solco radiale.

Origine
Faccia posteriore dell’omero, sopra il solco del nervo radiale.
Inserzione
Olecrano, con il tendine comune; espansione laterale alla fascia antibrachiale.
Funzione
Estende il gomito, soprattutto contro resistenza.

Tricipite – capo mediale

Profondo, coperto dai capi lungo e laterale. Le fibre più profonde si inseriscono sulla capsula posteriore e la sollevano in estensione. Lo scatto del suo margine sopra l’epicondilo mediale (snapping triceps) può accompagnare la lussazione del nervo ulnare.

Origine
Faccia posteriore dell’omero sotto il solco del nervo radiale e setti intermuscolari mediale e laterale.
Inserzione
Olecrano, con il tendine comune; capsula posteriore.
Funzione
Estende il gomito: è il capo attivo in ogni estensione, anche senza resistenza.

Flessori-pronatori 7

Pronatore rotondo

Margine mediale della fossa cubitale. Il nervo mediano passa tra i due capi (sindrome del pronatore); l’arteria ulnare passa in profondità al capo ulnare.

Origine
Capo omerale: epicondilo mediale (origine tendinea comune) e cresta sopracondiloidea mediale. Capo ulnare: margine mediale del processo coronoideo.
Inserzione
Faccia laterale del radio a metà diafisi (tuberosità del pronatore).
Funzione
Prona l’avambraccio; coadiuva la flessione del gomito.

Flessore radiale del carpo (FCR)

Tra pronatore rotondo (lateralmente) e palmare lungo. L’origine tendinea comune è la sede dell’epicondilite mediale, meno frequente della laterale; il fascio anteriore del collaterale ulnare decorre subito in profondità. Al polso scorre nel proprio tunnel accanto al trapezio.

Origine
Epicondilo mediale dell’omero (tendine comune dei flessori).
Inserzione
Base del II metacarpo (faccia volare).
Funzione
Flette il polso e lo abduce (deviazione radiale).

Palmare lungo

Ventre breve e tendine lungo verso l’aponeurosi palmare. Assente in circa il 15% dei soggetti; usato come innesto tendineo, per esempio nella ricostruzione del collaterale ulnare dei lanciatori.

Origine
Epicondilo mediale dell’omero (tendine comune dei flessori).
Inserzione
Faccia superficiale del retinacolo dei flessori e aponeurosi palmare.
Funzione
Flette il polso e tende l’aponeurosi palmare.

Flessore superficiale delle dita (FDS)

I due capi sono uniti da un’arcata fibrosa sotto cui passano nervo mediano e arteria ulnare: possibile sede di compressione del mediano, che poi scende aderente alla faccia profonda del muscolo.

Origine
Capo omero-ulnare: epicondilo mediale (tendine comune), collaterale ulnare e processo coronoideo. Capo radiale: linea obliqua e margine anteriore del radio.
Inserzione
Ai lati della falange intermedia del II–V dito (chiasma di Camper).
Funzione
Flette le IFP e, secondariamente, MCF e polso.

Flessore profondo delle dita (FDP)

Strato profondo, sotto il FDS. Doppia innervazione: porzione mediale (IV–V dito) dall’ulnare, laterale (II–III) dall’interosseo anteriore (mediano).

Origine
Faccia anteriore e mediale dei tre quarti prossimali dell’ulna, faccia mediale del coronoide e membrana interossea.
Inserzione
Base volare della falange distale del II–V dito.
Funzione
Flette le IFD e, secondariamente, IFP, MCF e polso.

Flessore ulnare del carpo (FCU)

Il più mediale dei flessori superficiali. I due capi sono uniti dall’aponeurosi di Osborne: il nervo ulnare entra nell’avambraccio passando tra di essi e resta profondo, sopra il FDP. Il ventre segue il lato mediale e postero-mediale dell’ulna, all’altezza del bordo posteriore sottocutaneo (non dietro l’olecrano).

Origine
Capo omerale: epicondilo mediale (tendine comune). Capo ulnare: margine mediale dell’olecrano e, con un’aponeurosi, due terzi prossimali del margine posteriore dell’ulna.
Inserzione
Pisiforme e, tramite i legamenti piso-uncinato e piso-metacarpale, uncinato e base del V metacarpo.
Funzione
Flette il polso e lo adduce (deviazione ulnare).

Flessore lungo del pollice (FPL)

Strato profondo, lateralmente al FDP: tra i due scende il nervo interosseo anteriore. Un capo accessorio (muscolo di Gantzer), da coronoide o epicondilo mediale, può comprimere il nervo interosseo anteriore. Nella finestra del modello è visibile solo il ventre prossimale (ricostruito sulle ossa reali, forma approssimata); il tendine prosegue nel tunnel carpale.

Origine
Faccia anteriore del radio, da sotto la tuberosità e la linea obliqua fino al pronatore quadrato, e membrana interossea adiacente.
Inserzione
Base volare della falange distale del pollice.
Funzione
Flette la IF del pollice e, secondariamente, la MCF.

Estensori-supinatori 10

Brachioradiale

Margine laterale della fossa cubitale. Il nervo radiale decorre nel solco tra brachioradiale e brachiale; il ramo superficiale scende sotto il suo ventre. Flessore del gomito pur essendo innervato dal radiale; con ECRL ed ECRB forma la "mobile wad" (massa mobile di Henry).

Origine
Due terzi prossimali della cresta sopracondiloidea laterale dell’omero e setto intermuscolare laterale.
Inserzione
Base dello stiloide radiale.
Funzione
Flette il gomito, soprattutto in semipronazione; riporta l’avambraccio in posizione intermedia.

Estensore radiale lungo del carpo (ECRL)

Subito sotto il brachioradiale. Al polso scorre nel II compartimento.

Origine
Terzo distale della cresta sopracondiloidea laterale dell’omero e setto intermuscolare laterale.
Inserzione
Base del II metacarpo (faccia dorsale).
Funzione
Estende il polso e lo abduce (deviazione radiale); coadiuva la flessione del gomito.

Estensore radiale breve del carpo (ECRB)

La sua origine profonda è la sede principale dell’epicondilite laterale: in ecografia tendine ispessito e ipoecogeno, con eventuali calcificazioni, iperemia al Doppler e rotture parziali. Il suo margine tendineo prossimale può comprimere il nervo interosseo posteriore.

Origine
Epicondilo laterale dell’omero (tendine comune degli estensori) e collaterale radiale.
Inserzione
Base del III metacarpo (faccia dorsale).
Funzione
Estende il polso.

Estensore delle dita (EDC)

Superficiale al supinatore e al nervo interosseo posteriore. Al polso scorre nel IV compartimento con l’EIP.

Origine
Epicondilo laterale dell’omero (tendine comune degli estensori).
Inserzione
Apparato estensore del II–V dito (falangi intermedia e distale).
Funzione
Estende le dita e il polso.

Estensore ulnare del carpo (ECU)

Il più mediale degli estensori superficiali. Al polso scorre nel VI compartimento, nel solco dell’ulna.

Origine
Capo omerale: epicondilo laterale (tendine comune degli estensori). Capo ulnare: margine posteriore dell’ulna, con un’aponeurosi comune a FCU e FDP.
Inserzione
Base del V metacarpo (lato ulnare).
Funzione
Estende il polso e lo adduce (deviazione ulnare).

Supinatore

Due strati avvolgono il collo del radio: il nervo interosseo posteriore passa tra i due. Il margine prossimale dello strato superficiale forma l’arcata di Frohse, sede principale della sindrome del NIP e del tunnel radiale.

Origine
Epicondilo laterale, collaterale radiale, legamento anulare, cresta e fossa del supinatore dell’ulna.
Inserzione
Facce laterale, anteriore e posteriore del terzo prossimale del radio, tra tuberosità radiale e inserzione del pronatore rotondo.
Funzione
Supina l’avambraccio: da solo nei movimenti lenti e a gomito esteso, con il bicipite contro resistenza.

Anconeo

Copre la capsula postero-laterale e il legamento anulare. Repere della via d’accesso laterale di Kocher (tra anconeo ed ECU). Da non confondere con l’anconeo epitrocleare, muscolo accessorio mediale che può comprimere il nervo ulnare nel tunnel cubitale.

Origine
Faccia posteriore dell’epicondilo laterale, con un breve tendine.
Inserzione
Faccia laterale dell’olecrano e quarto prossimale della faccia posteriore dell’ulna.
Funzione
Coadiuva il tricipite nell’estensione; tende la capsula e stabilizza dinamicamente il versante postero-laterale.

Estensore proprio del mignolo (EDM)

Ventre sottile e fusato dello strato superficiale, tra EDC (lateralmente) ed ECU (medialmente), spesso unito all’EDC. Innervato dal nervo interosseo posteriore; al polso scorre nel V compartimento.

Origine
Epicondilo laterale dell’omero (tendine comune degli estensori), con l’EDC.
Inserzione
Apparato estensore del mignolo.
Funzione
Estende il mignolo.

Abduttore lungo del pollice (APL)

Strato profondo, coperto da EDC ed EDM, con il nervo interosseo posteriore sulla sua superficie. Più in basso emerge tra ECRB ed EDC e incrocia gli estensori radiali (sindrome da intersezione); al polso, con l’estensore breve del pollice, forma il I compartimento (tenosinovite di De Quervain). Nella finestra del modello è presente solo la parte prossimale.

Origine
Parte laterale della faccia posteriore dell’ulna sotto l’anconeo, membrana interossea e terzo medio della faccia posteriore del radio, sotto il supinatore.
Inserzione
Base del I metacarpo (lato radiale).
Funzione
Abduce ed estende il pollice alla trapezio-metacarpale.

Estensore lungo del pollice (EPL)

Strato profondo, medialmente all’APL. Al polso, nel III compartimento, cambia direzione attorno al tubercolo di Lister: sede tipica di rottura tardiva dopo frattura del radio distale. Nella finestra solo il ventre prossimale.

Origine
Terzo medio della faccia posteriore dell’ulna (parte laterale), sotto l’APL, e membrana interossea.
Inserzione
Base dorsale della falange distale del pollice.
Funzione
Estende la IF del pollice; lo adduce e lo retropone.

Arterie 12

Arteria brachiale

Nel solco bicipitale mediale, lateralmente al nervo mediano; al gomito medialmente al tendine del bicipite, sotto il lacerto fibroso. Si divide in radiale e ulnare poco sotto la piega del gomito, a livello del collo del radio. Calibro circa 4 mm. A rischio nelle fratture sovracondiloidee in estensione del bambino.

Arteria radiale

Ramo laterale della biforcazione: scende obliqua davanti al tendine del bicipite, al supinatore e al pronatore rotondo, sotto il margine mediale del brachioradiale. Calibro circa 2,5–3 mm; poco sotto l’origine dà la ricorrente radiale.

Arteria ulnare

Passa in profondità al capo ulnare del pronatore rotondo e sotto l’arcata del FDS; distalmente si affianca al nervo ulnare sotto il FCU. È il ramo più voluminoso della biforcazione (circa 3 mm) e dà origine all’arteria interossea comune e alle ricorrenti ulnari.

Arteria collaterale ulnare superiore

Dalla brachiale a metà braccio; accompagna il nervo ulnare dietro il setto intermuscolare mediale fino al tunnel cubitale e si anastomizza con la ricorrente ulnare posteriore (rete articolare del gomito; nel modello le due si incontrano in un punto). Calibro circa 1,5 mm.

Arteria collaterale ulnare inferiore

Origina dalla brachiale alcuni centimetri sopra l’epicondilo mediale, decorre davanti ad esso e si anastomizza con la ricorrente ulnare anteriore (nel modello si incontrano in un punto). Calibro circa 1,5 mm.

Arteria collaterale radiale

Ramo dell’arteria profonda del braccio: accompagna il nervo radiale nel solco, poi davanti all’epicondilo laterale, e si anastomizza con la ricorrente radiale (nel modello si incontrano in un punto). Calibro circa 1,5–2 mm.

Arteria ricorrente radiale

Dall’arteria radiale subito dopo l’origine; risale lateralmente tra brachioradiale e brachiale, vicino al nervo radiale, verso l’epicondilo laterale, dove si anastomizza con la collaterale radiale. Calibro circa 1,5–2 mm.

Arteria ricorrente ulnare – ramo posteriore

Dall’ulnare; passa tra FDS e FDP, poi tra i capi del FCU e risale dietro l’epicondilo mediale con il nervo ulnare e si anastomizza con la collaterale ulnare superiore. Calibro circa 1,5 mm.

Arteria interossea comune

Breve tronco dall’arteria ulnare, 1–2 cm sotto l’origine; si divide in interossea anteriore e posteriore al margine prossimale della membrana interossea. Calibro circa 2 mm.

Arteria interossea anteriore

Scende sulla faccia anteriore della membrana interossea, tra FDP e FPL, con il nervo interosseo anteriore. Calibro circa 1–1,5 mm.

Arteria interossea posteriore

Passa sopra il margine prossimale della membrana interossea nella loggia dorsale e accompagna il nervo interosseo posteriore tra gli strati degli estensori. Calibro circa 1–1,5 mm.

Vene 11

Vena cefalica

Superficiale: sul margine laterale dell’avambraccio e, sopra il gomito, nel solco bicipitale laterale; sale lungo il braccio fino alla vena ascellare. Sotto la piega del gomito riceve la mediana cefalica e cede una quota alla mediana del gomito. Il nervo cutaneo laterale dell’avambraccio le corre accanto, medialmente e nello stesso piano (a contatto fino a circa 7 cm sotto la piega): a rischio nelle venipunture laterali.

Vena basilica

Superficiale sul versante mediale: sale davanti all’epicondilo mediale con i rami del nervo cutaneo mediale dell’avambraccio, riceve la mediana basilica e la mediana del gomito, e a circa metà braccio perfora la fascia profonda per proseguire medialmente all’arteria brachiale. Di norma è la più voluminosa delle vene superficiali del gomito.

Vena mediana del gomito

Anastomosi obliqua tra cefalica e basilica davanti alla fossa cubitale, superficiale al lacerto fibroso che la separa da arteria brachiale e nervo mediano: sede abituale del prelievo venoso. Disposizione e calibro delle vie di collegamento (mediana del gomito, mediana cefalica, mediana basilica) variano molto da soggetto a soggetto; nel modello sono rappresentate insieme.

Vena mediana cefalica

Ramo laterale della biforcazione della vena mediana dell’avambraccio (pattern a M): sale obliquamente verso il lato laterale, superficiale ai muscoli epicondiloidei laterali, e sfocia nella cefalica sotto la piega del gomito. Scavalca il nervo cutaneo laterale dell’avambraccio, che le passa sotto.

Vena mediana basilica

Ramo mediale della biforcazione della vena mediana dell’avambraccio (pattern a M): sale obliquamente sopra il lacerto fibroso, che la separa dall’arteria brachiale, e sfocia nella basilica. Accanto passano i rami del nervo cutaneo mediale dell’avambraccio, a rischio nelle venipunture mediali.

Vena brachiale mediale (comitante)

Una delle due vene profonde che accompagnano l’arteria brachiale, unite da anastomosi trasversali; nasce dalla confluenza delle vene comitanti dell’ulnare e prosegue fino alla vena ascellare. In eco-Doppler si vedono ai lati dell’arteria.

Vena brachiale laterale (comitante)

Seconda vena profonda accanto all’arteria brachiale; nasce dalla confluenza delle vene comitanti della radiale e riceve la vena perforante del gomito.

Vena perforante del gomito

Mette in comunicazione la vena mediana del gomito con le vene profonde, perforando la fascia accanto al lacerto fibroso; presenza e calibro variabili. È il motivo per cui nel prelievo non bisogna inserire l’ago troppo in profondità (sotto: brachiale e mediano).

Vena mediana dell’avambraccio

Sulla faccia anteriore dell’avambraccio, raccoglie la rete venosa volare; verso la piega del gomito si divide in mediana cefalica e mediana basilica (pattern a M) oppure sfocia nella mediana del gomito (pattern a Y). Anatomia molto variabile.

Vene comitanti dell’arteria radiale

Due vene profonde, ai lati dell’arteria radiale e unite da anastomosi trasversali, che accompagnano l’arteria nell’avambraccio; alla biforcazione della brachiale confluiscono nelle vene brachiali (comitanti della brachiale).

Vene comitanti dell’arteria ulnare

Due vene profonde ai lati dell’arteria ulnare, sotto il pronatore rotondo e l’arcata del FDS; confluiscono nelle vene brachiali alla biforcazione dell’arteria brachiale.

Nervi 14

Nervo ulnare

Nervo misto. Dietro il setto intermuscolare mediale, poi nel tunnel cubitale dietro l’epicondilo mediale, sotto il legamento di Osborne, e tra i capi del FCU. Nel braccio non dà rami; motorio per FCU, metà ulnare del FDP e gran parte degli intrinseci della mano; sensitivo per il margine ulnare della mano, il mignolo e metà dell’anulare. Il tunnel cubitale è la seconda sede di neuropatia compressiva dell’arto superiore: in ecografia si misura l’area di sezione all’epicondilo (oltre circa 10 mm² in genere patologica, con cut-off variabili tra gli studi) e si valuta la stabilità in flessione.

Nervo mediano

Nervo misto. Medialmente all’arteria brachiale; al gomito sotto il lacerto fibroso, poi tra i capi del pronatore rotondo e sotto l’arcata del FDS. Nel braccio non dà rami; motorio per flessori e pronatori dell’avambraccio (esclusi FCU e metà ulnare del FDP), in parte tramite il NIA, per i tenari superficiali e i lombricali I–II; sensitivo per la faccia palmare di pollice, indice, medio e metà radiale dell’anulare. Siti di compressione: legamento di Struthers (se c’è un processo sovracondiloideo), lacerto fibroso, pronatore rotondo, arcata del FDS.

Nervo radiale

Nervo misto. Perfora il setto intermuscolare laterale e scende tra brachiale e brachioradiale, davanti all’epicondilo laterale; prima della divisione innerva tricipite e anconeo (nel braccio), brachioradiale ed ECRL. Circa a livello della rima omero-radiale si divide in ramo superficiale (sensitivo) e nervo interosseo posteriore (motorio).

Ramo superficiale del nervo radiale

Sensitivo: dorso radiale della mano, del pollice e della parte prossimale di indice e medio. Scende sotto il brachioradiale, lateralmente all’arteria radiale, ed emerge nel terzo distale dell’avambraccio (sindrome di Wartenberg).

Nervo interosseo posteriore (NIP)

Motorio per supinatore ed estensori della loggia posteriore (EDC, EDM, ECU, APL, EPL, EPB, EIP; spesso anche ECRB); nessun territorio cutaneo. Entra nel supinatore sotto l’arcata di Frohse, avvolge lateralmente il collo del radio e riemerge dorsalmente tra gli estensori. Sindrome del NIP: deficit di estensione delle dita senza deficit sensitivo, con polso esteso in deviazione radiale (ECRL risparmiato); sindrome del tunnel radiale: dolore laterale senza deficit motorio.

Nervo muscolocutaneo e cutaneo laterale dell’avambraccio (rami anteriore e posteriore)

Il muscolocutaneo (misto) scende tra bicipite e brachiale, che innerva, ed emerge lateralmente al tendine del bicipite come nervo cutaneo laterale dell’avambraccio, sensitivo per la faccia laterale dell’avambraccio. Nel sottocute passa sotto la vena mediana del gomito e corre mediale alla cefalica, a contatto con lei nel primo tratto dell’avambraccio. Si divide in ramo anteriore (volare), verso l’arteria radiale, e ramo posteriore (dorsale), che passa sotto la cefalica; la quota della biforcazione varia molto. A rischio nella reinserzione chirurgica del bicipite e nelle venipunture laterali.

Nervo interosseo anteriore (NIA)

Ramo motorio del mediano, origina sotto l’arcata del FDS (circa 5 cm sotto la piega del gomito) e scende sulla membrana interossea con l’arteria omonima; innerva FPL, metà laterale del FDP e pronatore quadrato. Sindrome di Kiloh-Nevin: deficit di flessione delle falangi distali di pollice e indice (segno dell’OK) senza deficit sensitivo.

Nervo cutaneo mediale dell’avambraccio

Sensitivo per la cute della faccia mediale dell’avambraccio. Dal fascio mediale del plesso brachiale; perfora la fascia a metà braccio e accompagna la vena basilica con rami anteriore e posteriore. A rischio nelle venipunture mediali e in chirurgia del gomito (neuroma).

Nervo cutaneo posteriore dell’avambraccio

Sensitivo per la cute della faccia posteriore dell’avambraccio. Ramo del nervo radiale, nasce nel solco radiale e perfora il capo laterale del tricipite. Percorso schematico.

Rami muscolari del nervo mediano

Rami motori che nascono dal lato mediale del tronco al gomito e subito sotto: pronatore rotondo (il più prossimale, di solito sopra la rima articolare), FCR, palmare lungo e FDS. Il pronatore rotondo e l’arcata del FDS sono sedi possibili di compressione del mediano. Origine e calibro schematici.

Rami muscolari del nervo ulnare

Rami motori per il FCU, che nascono subito distalmente all’epicondilo mediale ed entrano nel muscolo tra i due capi, e per la metà ulnare del FDP, più in basso. Origine e calibro schematici.

Rami muscolari del nervo radiale e del NIP

Dal tronco del radiale, sopra l’epicondilo laterale, rami per brachioradiale ed ECRL; ECRB e supinatore ricevono rami dai rami di divisione (origine variabile, anche prima dell’arcata di Frohse). Percorso schematico.

Rami muscolari del nervo muscolocutaneo

Rami motori per bicipite e brachiale, nel piano tra i due muscoli (il brachiale riceve anche un contributo dal radiale). Il nervo prosegue come cutaneo laterale dell’avambraccio. Percorso schematico.

Setti intermuscolari 2

Setto intermuscolare mediale

Dalla cresta sopracondiloidea mediale alla fascia profonda: separa il compartimento anteriore (flessori) dal posteriore (tricipite). Il nervo ulnare lo perfora a metà braccio e prosegue dietro di esso (arcata di Struthers, circa 8 cm prossimale all’epicondilo mediale: possibile sito di compressione) fino al tunnel cubitale. In ecografia è un utile repere per ritrovare il nervo. Nascosto di default: attivalo dall’elenco.

Setto intermuscolare laterale

Dalla cresta sopracondiloidea laterale alla fascia profonda; dà origine a brachioradiale, ECRL, brachiale e tricipite. Il nervo radiale lo perfora nel terzo distale del braccio passando dal compartimento posteriore all’anteriore: qui il nervo è fisso e vulnerabile nelle fratture di diafisi omerale distale (tipo Holstein-Lewis). Nascosto di default.

Linfonodi 1

Linfonodi epitrocleari (sovratrocleari)

Uno o due linfonodi sul versante mediale del braccio, alcuni centimetri sopra l’epicondilo mediale, vicino alla vena basilica; drenano mano e avambraccio ulnare. Si ingrandiscono in infezioni della mano e dell’avambraccio, linfomi e melanoma. Numero e posizione sono variabili: nel modello sono solo indicativi.

Cute 1

Cute

Contorno cutaneo semi-trasparente, utile come riferimento per i reperi superficiali.